Roberto Battestini

Fratelli

Parte da qui il lungo percorso che oggi ha portato Roberto Battestini, 52 anni, sposato e padre di otto figli, catechista nella comunità neocatecumenale della parrocchia di Sant’Antonio e insegnante al liceo artistico Misticoni a dare un senso a quella storia e a raccontarla, con l’arma della sua arte, il fumetto, in un libro autobiografico. Una storia di redenzione, dedicata «a tutti coloro che non riescono ad accettare la propria storia. A chi vive esistenze opache e piene di sofferenza pur di sottrarsi alle proprie radici, alla propria identità». Il titolo del libro è “A caro sangue”: 288 pagine edite dalla casa editrice 001 di Torino. Battestini ci ha lavorato per tre anni mettendoci dentro Pescara, la sua infanzia, i genitori e le scorribande criminali di quel gruppo capace di collezionare, a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta 114 rapine, due omicidi e un’evasione armata dal carcere di San Donato. E poi, soprattutto, ci ha messo dentro i suoi fratelli. «Due ragazzi morti giovani e male». Pasquale ucciso a Giulianova nel 1988 mentre tentava di forzare un posto di blocco, Rolando quattro anni dopo nel carcere di Campobasso.

È qualcosa con cui finalmente mi posso presentare: ecco, io sono questo. Per tanto tempo ho desiderato di essere una persona normale, senza niente che mi caratterizzasse. La mia domanda era, perché sono nato? Sono arrivato tanti anni dopo i miei fratelli, pensavo di essere uno sbaglio, mi sentivo entrato in un film già iniziato. Ho faticato a trovare la trama, ma a un certo punto l’ho trovata. Doveva essere una vita a margine la mia, forse mi sarei anche realizzato in un altro posto lontano da Pescara, dov’ero andato da ragazzino in collegio, ma mi sarei ritrovato sempre con le stesse pive nel sacco. In questo libro metto in discussione me stesso, la mia fuga. Sono uscito dal ruolo di figlio ferito posso vivere al cento per cento la mia esistenza.

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